CONTATTAMI SU WHATSAPP

CONTATTAMI SU WHATSAPP
INVIA ORA UN MESSAGGIO WHATSAPP (per problemi di training o comportamentali quali grida, beccate, autodeplumazione)

lunedì 9 marzo 2015

HAI PAURA DI ME?

Il vostro pappagallo vi becca spesso incomprensibilmente e voi ne siete spaventati ? Non dovete!

Spesso le beccate sopraggiungono per situazioni confuse che il pappagallo percepisce di minaccia ed i morsi sono innescati quindi da quel particolare evento.

Prima di convincervi che il vostro volatile sia un azzannatore incallito, analizzate le cause che lo hanno spinto a mordere e soprattuto cercate di non intimorirvi perche e' il miglior modo per essere beccati! Il pappagallo infatti avvertira' il vostro disagio che diventera' reciproco e sicuramente scappera' la beccata.

Approcciatevi sempre al pappagallo con serenita' e fiducia, lasciate andare le tensioni e la paura che non sono mai d'aiuto in nessuna situazione!





martedì 3 marzo 2015

CHARLIE E MARY - STORIE DI BRAVI PROPRIETARI

Uno dei principali vantaggi dell' adozione di un pappagallo di "seconda mano"  è che la situazione,  di solito, puo' solo migliorare!

                                   STORIE DI BRAVI PROPRIETARI
  
Questa e' la storia, per me molto commuovente, di Charlie e Mary Waterlive che il destino ha fatto incontrare, raccontata direttamente da Mary:

Charlie è un pappagallo amazzone amazzonica di 20 anni. È  arrivato il 18 dicembre di quest'anno. (2014).
Era detenuto in maniera spegevole:  catena alla zampa, incrostrata di feci secche e nonostante ciò confinato in una gabbia minuscola.
I movimenti erano limitatissimi,  non solo per le dimensioni della gabbia, quanto per la catena che lasciata a penzolare e sporcatasi di feci e sporcizie varie era pesantissima. Mi è stato offerto di prenderlo in carico e vedendolo mi si è sciolto il cuore. Sguardo spento, zampa incatenata dolorante visto che spesso la lasciava penzoloni per evitare di sentire il peso della catena, nelle mangiatoie solo semi di girasole e abbeveratoio con acqua putrida. !!!!





Mi si è accaponata la pelle. Pensavo alla mia cenerina che ha tutto quello che un pappagallo domestico possa desiderare: pulizia, compagnia, una stanza dove giocare e volare, giochi da distruggere, intrattenimento quotidiano con attività di foraging per tenersi impegnata nella ricerca dei suoi cibi preferiti, acqua fresca e pulita, e macedonie / misti di legumi , verdura e frutta fresca ogni giorno.
Mi è venuto spontaneo chiedermi "perché lei ha tutto questo, e invece questo povero amazzone non ha nulla?". Il suo arrivo non è stato improvviso. Volevo capire se fossi stata veramente in grado di gestire un pappagallo che mi era stato descritto come "selvatico, aggressivo e mordace". Sembrava quasi si parlasse di un mostro.
Mi sono presa qualche giorno per pensarci e ad un certo punto mi son detta di lasciar perdere. Che magari sarebbe stato irrecuperabile e ci sarei stata male a pensarlo per sempre senza contatto umano, e magari chiuso in gabbia.







Il primo approccio, prima di decidere di prenderlo con me, infatti, non è stato dei migliori. Provai ad avvicinare il dito alle sbarre e lui urlò  e si rintano' nell'angolo opposto della gabbia, mostrando un comportamento che mai avevo visto in un pappagallo.
La paura infatti lo mandava in panico, mostrando così un movimento molto simile a quello delle persone in stato di shock  (ondulatorio avanti e indietro per diversi minuti con lo sguardo completamente assente).
Li mi sono sentita veramente inetta e incapace di prendermi cura di un animale così problematico.
Il cuore però è stato più forte di tutti i dubbi e le paure. Non riuscivo a non pensarlo e una mattina mi alzo dal letto con l'idea decisa di accoglierlo nella mia vita.
Avevo il cuore a mille.! Tanta emozione ma tantissima paura.!
Mi era stato riferito avesse 6 anni di vita, mentre non appena mi consegnarono la documentazione vidi che in realtà ne aveva 20.
L'avessi saputo prima forse sarebbe stato un motivo in più che mi avrebbe spinto a non prenderlo: una cosa è ridare fiducia a un pappagallo che non ha avuto contatti positivi con gli umani per 6 anni, una cosa lo è per due decenni vissuti da inferno.
Ma ormai era fatta. Ero troppo coinvolta emotivamente per tirarmi indietro.

I primi giorni a casa sono stati i peggiori. La veterinaria che lo seguiva mi disse di non cambiargli gabbia subito nonostante fosse piccola perché qualunque cambiamento lo mandava in quello stato di shock che gli faceva assumere quel comportamento anomalo che andava avanti anche per 15/20 minuti. Bastava anche solo avvicinarsi a un metro dalla gabbia  per terrorizzarlo e farlo urlare come se lo stessero picchiando.
La prima cosa che ho fatto è stata togliere la catena alla zampa. Sono rimasta basita del fatto che, pensandola con tutto il blocco di feci secche appese alla stessa, arrivava a 110 grammi. Più di un etto di catena appesa alla zampa di un pappagallo che ne pesa quattro.
Quando finalmente l' ho tagliata, è rimasto con la zampetta sollevata per una ventina di minuti. Sicuramente avrà provato un sollievo enorme.











Ho messo in conto da subito le beccate.  Ero consapevole del fatto che qualcuna l'avrei presa, ma mi spaventava più il fallimento nel dargli vita migliore che il dolore di eventuali beccate.
Effettivamente non posso negare che qualche volta mi abbia morso, ma non con cattiveria. Erano più beccate rapide come se volesse dire "lasciami stare" quando insistevo un po' troppo con  contatti.  In ogni caso da dicembre ad oggi non ho contato più di 6/7 beccate. E nemmeno troppo gravi.
Importante è restare calmi, non avere mai impulso di usare punizioni corporali (colpi sul becco ad esempio). Pazienza è la parola chiave.


Posso dire di non aver incontrato difficoltà esagerate. Inizialmente si spaventava per ogni cosa. Non voleva mai uscire dalla gabbia anche con lo sportellino aperto, e qualunque oggetto nuovo (fosse anche uno spicchio di mela) lo terrorizzava.
Con il passare delle settimane si è calmato. Passavo con lui molto tempo anche solo a leggere o guardare la Tv. In modo che si rilassasse anche con la mia presenza. Ha iniziato a uscire dalla gabbia spontaneamente, inizialmente dopo ore e ore dall'apertura della stessa, e con molta insicurezza. Adesso invece è tranquillissimo, passa le giornate sul suo trespolo, abbiamo variato completamente l'alimentazione, eliminato il girasole e introdotto frutta e verdura.

Gradisce tantissimo le coccole in testa e dietro il collo. Si rilassa al punto da chiudere gli occhi, e per me è una grande prova di fiducia.
Con il rinforzo positivo e premi l'ho abituato a salire sulla mano, anche se lo sento insicuro perché stringe parecchio, ma ci vorrà tempo sicuramente. Sono molto speranzosa.
A me basta già poterlo prendere su per spostarlo e gestirlo meglio.


Credo che la scelta di accogliere un pappagallo come Charlie nella propria vita debba essere fatta solo si è consapevoli del fatto che occorre moltissima pazienza e che magari qualche beccata scappera'. Però posso anche dire che la soddisfazione che ne deriva dal vedere i progressi di un animale che ha vissuto una vita nemmeno degna di esser chiamata tale e assistere alla sua rinascita è qualcosa che ripaga da tutte le fatiche di questo mondo :)

domenica 1 marzo 2015

LA FRETTA

Quaando cercate di insegnare o di modificare un comportamento del vostro pappagallo sappiate che NON DOVETE MAI AVERE FRETTA !!

Non datevi delle scadenze del tipo: entro 15 giorni al massimo deve saper fare questa cosa o quest'altra, ecc ecc perche servira' solo a incrementare la vostra frustrazione e, di riflesso, a rendere meno collaborativo il pappagallo.

Pensate, invece, che avete iniziato a insegnare una cosa nuova al vostro volatile e che, non importa quanto tempo ci vorra', ma sicuramente ci riuscirete! Quando interagite con il vostro pappagallo armatevi sempre di tanta calma, pazienza e sensibilita';  tornate anche un passo o due indietro se occorre e vedrete che che pian piano, giorno per giorno, il vostro animale imparera'.

Ogni pappagallo ha il suo carattere unico e, pertanto, ognuno ha il suo modo di apprendere con i suoi tempi specifici.... quello che vale per un soggetto non e' detto che sia valido anche per un'altro!



domenica 22 febbraio 2015

E' DEL TUTTO NORMALE QUANDO.....

Ci sono dei comportamenti dei nostri pappagalli domestici che sono assolutamente normali ...e che dovete imparare a rispettare ...ovvero:

ROSICCHIARE con impegno e passione tutto cio' che piu' gli aggrada... vigilate sempre su di lui per evitare che vada a mangiucchiare parti pericolose come fili elettrici o evitare danni al vostro mobilio.

BECCARE  persone (voi compreso) o animali che si rapportano con lui in modo aggressivo,  sbagliato e che non leggono e rispettano il suo linguaggio del corpo!

URLARE all' alba e al tramonto

SPORCARE CASA mentre mangia, gioca o esplora

ASSAGGIARE QUELLO CHE STATE MANGIANDO  i pappagalli sono animali sociali a cui piace condividere il vostro cibo

STARE AL COMPUTER con voi e schiacciare i tasti per voi!!! e pretendere la proprieta' assoluta su tutto cio' a cui possono arrivare!!!  :):)

Scherzi a parte i pappagalli sono cosi' e non si possono cambiare, ma solo amare!
Siamo noi che dobbiamo adattarci alle loro esigenze  !

 
JACK SPARROT di JACK ZUPPEGO photo by Daniele Ravagnan
https://www.facebook.com/pages/Jack-Sparrot/1589033331320325?fref=ts


lunedì 16 febbraio 2015

ANCORA SULL'AUTODEPLUMAZIONE

Scrivo ancora sul problema dell'autodeplumazione perche' vorrei ribadire alcuni concetti fondamentali.
Anzitutto, cercare di risolvere questo comportamento è sicuramente una sfida molto ardua per il proprietario del pappagallo.

La prima cosa da fare quando il pappagallo ha il piumaggio in cattive condizioni o si strappa le penne e' di rivolgersi in primis ad un veterinario aviario, non importa quanto piccola sia l'area interessata dalla mancanza di penne... occorre intervenire prima che diventi un'abitudine!

Nel caso il veterinario confermi che si tratta di un problema comportamentale, sappiate che non sempre si riesce a risolvere o arginare questo problema che richiede un approfondimento degli aspetti ambientali, psicologi e fisici dell' animale e grande collaborazione del proprietaio... e il risultato non e' sempre garantito!

Tra i tanti aspetti importanti ricordo di evitare al pappagallo la noia dovuta alla scarsa attivita' durante il giorno.. cercate di giocare con lui, di farlo stare in vostra compagnia, di proporre attivita' volte alla ricerca di cibo, magari nascosto in scatoline ecc; verificate con il veterinario che la dieta sia appropriata, offritegli  giornalmente la possibilita' di fare il bagno, non siate aggressivi o arrabbiati con lui, non punitelo, ma cercate di farlo sentire amato, benvoluto e sicuro.


foto tratta da Internet





lunedì 9 febbraio 2015

NON PER TUTTI

I pappagalli non sono animali comuni, non danno amore incondizionato;  sono esseri meravigliosi, estremamente complessi e intelligenti.

Possedere un pappagallo significa soprattutto avere ben chiaro in mente che non sono animali facili.... bisogna costruire un rapporto di fiducia e per questo bisogna impegnarsi giornalmente ...sempre ....e dipende solo da noi!

Non esistono, appunto, cattivi pappagalli o bravi pappagalli, ma occorre educarli ad un equilibrio che ci permetta di godere appieno e reciprocamente della loro compagnia!

Ricordatevi che siete soltanto voi i responsabili dei loro comportamenti indesiderati !!

Percio', prima di prendere un pappagallo, non agite d'impulso e riflettete bene bene bene.... soprattutto se lo volete solo perche' parla (non e' detto che cio' accadra',  neppure con le razze piu' chiaccherone), se siete gia' superimpegnati dal lavoro o dalla famiglia, se vi piacciono i pappagalli ma avete terrore di essere beccati (cosa che sicuramente accadra'), se non siete in grado di fissare, mantenere e far rispettare dei limiti, se non siete in grado di prendervi un impegno costante e se odiate la confusione e le grida  !!!

Un proprietario poco esperto, non informato e/o con aspettative non realistiche puo' rovinare anche il migliore dei pappagalli!


Aiden