Nel suo libro The Brain: The Story of You, il neuroscienziato David Eagleman descrive il cervello come un sistema che si modifica continuamente attraverso l’esperienza.
È il senso della sua efficace metafora del cervello che “e' cablato dal vivo”.
Il cervello, infatti, non è una struttura rigida e immutabile: è plastico e continua a modificarsi in relazione a ciò che viviamo. Le esperienze contribuiscono a costruire e modificare le connessioni e il funzionamento dei circuiti neurali.
Questo concetto è particolarmente interessante anche per comprendere il comportamento dei pappagalli.
Il pappagallo è anche la sua storia
Il comportamento che osserviamo oggi è influenzato anche dalle esperienze precedenti.
Una persona, un oggetto o una situazione possono avere significati completamente diversi per due pappagalli, proprio perché le loro storie sono diverse.
Le esperienze contribuiscono infatti a costruire aspettative, emozioni e modalità di risposta.
Per questo un pappagallo che scappa, urla, morde o evita non dovrebbe essere interpretato soltanto attraverso ciò che sta facendo in quel momento. È importante considerare che cosa ha vissuto e che cosa ha imparato attraverso quelle esperienze che hanno reso quel comportamento funzionale in quel contesto.
E qui sta uno degli aspetti più interessanti della plasticità cerebrale: se il cervello continua a cambiare attraverso l’esperienza, nuove esperienze possono contribuire a costruire nuove possibilità di risposta.
Ogni interazione, quindi, non riguarda soltanto il comportamento del pappagallo nel presente, ma contribuisce a costruire e modificare il suo modo di affrontare il futuro.
Educare un pappagallo significa quindi anche costruire esperienze: esperienze di sicurezza, scelta autentica, collaborazione, successo e prevedibilità che possono cambiare il modo in cui il pappagallo percepisce, interpreta e affronta ciò che lo circonda.
Riferimento: David Eagleman, Il tuo cervello, la tua storia, Corbaccio, 2016. Traduzione italiana di Paolo A. Dossena.
