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martedì 21 luglio 2026

IL "COME" HA UN PESO ENORME

 

Quando parliamo di addestramento o di modifica di un comportamento, l'attenzione si concentra spesso sul risultato finale: il pappagallo sale sulla mano, rientra serenamente in gabbia, accetta il trasportino o smette di mettere in atto determinati comportamenti indesiderati (ad esempio beccate, grida).

Esiste però una domanda ancora più importante da porsi: come ha imparato tutto questo?

Il modo in cui un comportamento viene acquisito e mantenuto è un aspetto fondamentale. Non riguarda soltanto l'efficacia dell'apprendimento, ma anche il benessere emotivo dell'animale. Le procedure che scegliamo ogni giorno influenzano non solo ciò che il pappagallo farà in futuro, ma anche il modo in cui vivrà l'intero processo di apprendimento.

Un animale può imparare attraverso la paura, la pressione o la frustrazione. 

Oppure può imparare attraverso la curiosità, la motivazione e la possibilità di fare delle scelte autentiche. 

In entrambi i casi il comportamento potrà sembrare correttamente acquisito, ma l'esperienza emotiva vissuta dall'animale sarà profondamente diversa.

Per questo motivo, quando valutiamo una tecnica di training, non dovremmo limitarci a chiederci se funziona. Dovremmo anche domandarci quale effetto abbia sullo stato emotivo dell'animale e sulla relazione che stiamo costruendo con lui.

L'obiettivo non è semplicemente ottenere un comportamento desiderato, ma creare le condizioni affinché l'animale possa apprendere sentendosi al sicuro, coinvolto e libero di scegliere.

Alla fine, il comportamento che osserviamo è solo una parte del risultato: l'altra parte è la fiducia che abbiamo costruito lungo il percorso.





venerdì 17 luglio 2026

I Cacatua Goffiniana pensano davvero? Una ricerca mette in discussione molti luoghi comuni


Questo nuovo studio sostiene che i Cacatua delle Tanimbar (Cacatua Goffiniana) siano capaci di trovare da soli soluzioni nuove ai problemi, non solo per tentativi ed errori, ma grazie a una vera attività di pensiero. 

Le ricerche sull'uso e la costruzione di strumenti suggeriscono che questi pappagalli siano in grado di immaginare come usare il proprio corpo e gli oggetti per raggiungere un obiettivo. Secondo l'autore, questa capacità implica una forma elementare di autoconsapevolezza: il riconoscimento del proprio corpo come parte delle proprie azioni. 

Questo porta a riconsiderare l'idea che solo gli esseri umani possano pensare oltre il "qui e ora", mostrando che anche alcuni animali sono capaci di immaginare possibilità future e trovare soluzioni innovative.

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domenica 21 giugno 2026

GPS nei pappagalli domestici: una soluzione da valutare criticamente

L'impiego di dispositivi GPS sui pappagalli domestici viene spesso proposto come una strategia per aumentare le probabilità di recupero in caso di fuga. Sebbene il potenziale vantaggio sia evidente, la valutazione di questi strumenti dovrebbe includere non solo la loro efficacia tecnologica, ma anche il loro impatto sul comportamento e sul benessere dell'animale.

Uno studio condotto su pappagalli che vivono in natura specie Pionus (Pionus maximiliani) e Ara (Primolius maracana) ha esaminato gli effetti comportamentali dell'applicazione di radiocollari utilizzati per il monitoraggio. I risultati hanno evidenziato una riduzione significativa delle attività di movimento, locomozione, alimentazione, esplorazione ambientale, cura del piumaggio e interazioni sociali. Parallelamente, gli animali hanno mostrato un aumento dei comportamenti di inattività e riposo.Sebbene alcuni di questi effetti tendessero ad attenuarsi con il trascorrere dei giorni, l'adattamento non è stato immediato e i dispositivi hanno comunque prodotto una modificazione misurabile del repertorio comportamentale. Gli autori sottolineano come tali alterazioni possano compromettere la capacità degli animali rilasciati in natura di esplorare l'ambiente, reperire risorse e interagire correttamente con i conspecifici.

Pur trattandosi di uno studio condotto nell'ambito della radiotelemetria e della conservazione, i risultati sollevano interrogativi rilevanti anche per i pappagalli mantenuti in ambiente domestico. L'applicazione di un GPS mediante collare, imbracatura o altri supporti non può essere considerata una procedura neutra: qualsiasi dispositivo indossabile rappresenta una modifica dell'ambiente fisico e sensoriale dell'animale e può influenzarne il comportamento.

Da una prospettiva etologica e neuroscientifica, è opportuno considerare che il pappagallo percepisce il GPS come un elemento estraneo con cui deve confrontarsi continuamente. La presenza del dispositivo può alterare l'espressione di comportamenti specie-specifici, influenzare la locomozione e modificare il normale investimento comportamentale in attività essenziali quali l'esplorazione, il foraggiamento e la manutenzione del piumaggio.

Questo non implica necessariamente che l'utilizzo di GPS debba essere escluso. Significa però che la decisione di applicare tali dispositivi dovrebbe derivare da una valutazione ponderata del rapporto tra benefici attesi e possibili costi per il benessere dell'animale. 

La tecnologia può rappresentare uno strumento utile, ma il suo impiego dovrebbe essere guidato dagli stessi criteri che applichiamo a qualsiasi altro intervento sul comportamento animale: valutazione oggettiva degli effetti, monitoraggio individuale e priorità al benessere del soggetto.

" de Almeida, GN, de Jesus, LG, Branco, MEC, de Araújo Porto Ramos, G., Vieira, WD, de Azevedo, CS, & Sant'Anna, AC (2026). Adattamento comportamentale ai radiocollari del collo e sue relazioni con il temperamento in due specie di Psittacidi neotropicali. Journal of Applied Animal Welfare Science , 1–14. https://doi.org/10.1080/10888705.2026.2681557"


sabato 30 maggio 2026

31 MAGGIO 2026

Il 31 Maggio si celebra il World Parrot Day.

Non solo la bellezza dei loro colori o la loro capacità di imitare suoni e parole, ma soprattutto la complessità delle loro menti.

Ogni pappagallo è un individuo che apprende, comunica, prova emozioni e costruisce relazioni.

Conoscerli davvero significa andare oltre i luoghi comuni e iniziare a osservare il mondo dal loro punto di vista.

Perché comprendere il loro cervello è il primo passo per rispettare i loro bisogni.

Buon World Parrot Day. 💚




sabato 2 maggio 2026

La tecnica non basta


Se per ottenere un risultato comportamentale - come una salita sulla mano volontaria o un rientro in gabbia sereno - servono mesi o anni, non è detto che sia “normale”.

Spesso significa che non è stata davvero compresa la strategia che si sta applicando, né l’impatto che può avere sul comportamento.

Applicare correttamente una metodologia, di per se', non è sufficiente. In alcuni casi, può persino peggiorare il comportamento che si sta cercando di modificare.

Perché una tecnica non agisce mai nel vuoto.

Ogni intervento si inserisce in un sistema fatto di contesto, contingenze, motivazione e stati interni. Se questi elementi non vengono considerati, il training rischia di risultare inefficace o, peggio, di rinforzare dinamiche indesiderate e creare nuove incoerenze.

Senza una reale comprensione di questo sistema, i risultati restano fragili e inaffidabili: possono comparire in modo sporadico, intermittente, imprevedibile, ma difficilmente si stabilizzano o si generalizzano.

Si finisce così per applicare qualcosa che funziona a tratti, senza comprenderne il motivo, e che proprio per questo non produce gli effetti desiderati. Lo si osserva spesso in situazioni comuni: nel lavoro sulla salita sulla mano, nella gestione delle vocalizzazioni, nel rientro in gabbia o in altri comportamenti quotidiani.

Quando invece si iniziano a leggere le relazioni tra contesto, comportamento e conseguenze come parti di un sistema più ampio, il quadro cambia. Molti passaggi smettono di essere tentativi frustranti per il proprietario e diventano scelte più chiare e intenzionali per il pappagallo.

Il comportamento, da fenomeno apparentemente complesso, diventa progressivamente più leggibile, prevedibile, affidabile e modificabile. Ciò che prima sembrava lungo e articolato inizia a semplificarsi, perché diventa logico per entrambi.

E la comprensione, in ogni processo di apprendimento, è ciò che permette un cambiamento più rapido, efficace, solido e duraturo.



venerdì 3 aprile 2026

LA BELLEZZA E' NEGLI OCCHI DI CHI GUARDA

Quando pensiamo alla bellezza negli animali, tendiamo spesso a giudicarla con parametri umani: colori vivaci, piumaggi perfetti, simmetria. 

Tuttavia, ciò che per noi appare bello non è necessariamente ciò che viene percepito come attraente da altri animali. 

Un esempio sorprendente arriva dai pappagalli specie Coracopsis Vasa, che hanno una concezione della “bellezza” molto diversa dalla nostra.

Durante il periodo riproduttivo, questi pappagalli mettono in atto comportamenti davvero insoliti. Il maschio, unico tra i pappagalli, estroflette un organo riproduttore particolarmente sviluppato, una caratteristica evolutiva legata alla competizione riproduttiva. La femmina, invece, si depluma sulla testa, lasciando scoperta la pelle che assume una tipica colorazione gialla.

Per un osservatore umano, una testa gialla e priva di piume potrebbe sembrare un segno di malessere; nei pappagalli Coracopsis Vasa, invece, rappresenta un importante segnale riproduttivo e sociale, fortemente associato all’appeal riproduttivo.

Nel mondo animale la percezione della bellezza è sempre legata alla funzione biologica e ai segnali che hanno valore per una determinata specie. In altre parole, ciò che per noi appare strano o addirittura sgradevole può essere, nel linguaggio evolutivo dei pappagalli Coracopsis Vasa, un potente segnale di attrattività.