Gli zoo usano spesso spettacoli e presentazioni per fare educazione ambientale, e gli uccelli sono tra i protagonisti più frequenti. Ma che effetto ha partecipare a uno show sul loro benessere? Una tesi magistrale della Swedish University of Agricultural Sciences ha provato a rispondere. Secondo l’autrice, solo il 2% della letteratura sul benessere animale si occupa degli spettacoli.
Lo studio
Saskia Verbruggen ha osservato nove uccelli di cinque specie in due zoo: Poiana di Harris, un Falco Lanario, un Falco Laggar, due Buceri terrestri e un pappagallo specie Ara Militare. Ha confrontato il comportamento nei giorni con spettacolo e in quelli senza, e poi prima e dopo lo show. Ogni uccello faceva da controllo a sé stesso.
Cosa è emerso
Nei giorni di spettacolo gli uccelli mostravano più comportamenti attivi e naturali, come vigilanza, movimento e cura del piumaggio. Aumentavano però anche camminare avanti e indietro (pacing) e stare appesi a testa in giù urlando.
Questi comportamenti calavano dopo lo show. Per questo l’autrice li interpreta come anticipatori: l’uccello sa cosa sta per succedere e si prepara. L’anticipazione può indicare motivazione, perché l’animale “non vede l’ora”. Ma se ciò che aspetta non arriva, può trasformarsi in frustrazione.
Nello studio è successo a un solo individuo, il pappagallo Ara militare: più aggressività e minacce nei giorni di show, con segnali di frustrazione quando non poteva partecipare.
Cosa non possiamo concludere
- Il campione è piccolo e le specie sono molto diverse tra loro.
- Sono stati raccolti solo dati comportamentali, senza misure fisiologiche come gli ormoni dello stress.
- Si tratta di una tesi magistrale, non di una pubblicazione scientifica con revisione tra pari.
- L’autrice stessa ricorda che i comportamenti anticipatori possono essere letti anche come segnale di un benessere ridotto: per distinguere serve guardare il contesto e il momento in cui compaiono.
Il risultato complessivo è un effetto da neutro a positivo, che dipende dalla specie e dall’individuo.
Spunti per chi convive con un pappagallo
Lo studio riguarda uccelli di zoo che partecipano a spettacoli e non si applica automaticamente ai pappagalli domestici. Può però offrire qualche spunto di riflessione:
- lo stesso comportamento può avere significati diversi: contano quando compare, cosa lo precede e cosa succede dopo;
- l’agitazione prima di un evento prevedibile (il pasto, l’uscita dalla gabbia) può essere attesa e non per forza disagio, ma se l’evento ritarda o non arriva può diventare frustrazione;
- ogni individuo ha la sua storia e le sue motivazioni, per questo non esiste una lettura valida per tutti;
- la tesi richiama anche l’importanza di una scelta autentica, cioè con almeno due opzioni entrambe gratificanti.
Una domanda aperta, che l’autrice lascia alla ricerca futura, è che cosa motivi davvero gli uccelli a partecipare: il cibo, il contatto con le persone, il volo, la stimolazione mentale? Capirlo servirebbe a offrire quelle stesse opportunità anche a chi non fa spettacoli. Ne avevamo parlato anche in Aspettare è un’arte: cosa fa il pappagallo mentre aspetta ci dice molto.
Fonte
Verbruggen S. (2026). Shows, positive for all? The effect of birds’ engagement in shows on their welfare in zoological settings. Independent project (30 credits), Swedish University of Agricultural Sciences (SLU), Uppsala.
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