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domenica 21 giugno 2026

GPS nei pappagalli domestici: una soluzione da valutare criticamente

L'impiego di dispositivi GPS sui pappagalli domestici viene spesso proposto come una strategia per aumentare le probabilità di recupero in caso di fuga. Sebbene il potenziale vantaggio sia evidente, la valutazione di questi strumenti dovrebbe includere non solo la loro efficacia tecnologica, ma anche il loro impatto sul comportamento e sul benessere dell'animale.

Uno studio condotto su pappagalli che vivono in natura specie Pionus (Pionus maximiliani) e Ara (Primolius maracana) ha esaminato gli effetti comportamentali dell'applicazione di radiocollari utilizzati per il monitoraggio. I risultati hanno evidenziato una riduzione significativa delle attività di movimento, locomozione, alimentazione, esplorazione ambientale, cura del piumaggio e interazioni sociali. Parallelamente, gli animali hanno mostrato un aumento dei comportamenti di inattività e riposo.Sebbene alcuni di questi effetti tendessero ad attenuarsi con il trascorrere dei giorni, l'adattamento non è stato immediato e i dispositivi hanno comunque prodotto una modificazione misurabile del repertorio comportamentale. Gli autori sottolineano come tali alterazioni possano compromettere la capacità degli animali rilasciati in natura di esplorare l'ambiente, reperire risorse e interagire correttamente con i conspecifici.

Pur trattandosi di uno studio condotto nell'ambito della radiotelemetria e della conservazione, i risultati sollevano interrogativi rilevanti anche per i pappagalli mantenuti in ambiente domestico. L'applicazione di un GPS mediante collare, imbracatura o altri supporti non può essere considerata una procedura neutra: qualsiasi dispositivo indossabile rappresenta una modifica dell'ambiente fisico e sensoriale dell'animale e può influenzarne il comportamento.

Da una prospettiva etologica e neuroscientifica, è opportuno considerare che il pappagallo percepisce il GPS come un elemento estraneo con cui deve confrontarsi continuamente. La presenza del dispositivo può alterare l'espressione di comportamenti specie-specifici, influenzare la locomozione e modificare il normale investimento comportamentale in attività essenziali quali l'esplorazione, il foraggiamento e la manutenzione del piumaggio.

Questo non implica necessariamente che l'utilizzo di GPS debba essere escluso. Significa però che la decisione di applicare tali dispositivi dovrebbe derivare da una valutazione ponderata del rapporto tra benefici attesi e possibili costi per il benessere dell'animale. 

La tecnologia può rappresentare uno strumento utile, ma il suo impiego dovrebbe essere guidato dagli stessi criteri che applichiamo a qualsiasi altro intervento sul comportamento animale: valutazione oggettiva degli effetti, monitoraggio individuale e priorità al benessere del soggetto.

" de Almeida, GN, de Jesus, LG, Branco, MEC, de Araújo Porto Ramos, G., Vieira, WD, de Azevedo, CS, & Sant'Anna, AC (2026). Adattamento comportamentale ai radiocollari del collo e sue relazioni con il temperamento in due specie di Psittacidi neotropicali. Journal of Applied Animal Welfare Science , 1–14. https://doi.org/10.1080/10888705.2026.2681557"


sabato 30 maggio 2026

31 MAGGIO 2026

Il 31 Maggio si celebra il World Parrot Day.

Non solo la bellezza dei loro colori o la loro capacità di imitare suoni e parole, ma soprattutto la complessità delle loro menti.

Ogni pappagallo è un individuo che apprende, comunica, prova emozioni e costruisce relazioni.

Conoscerli davvero significa andare oltre i luoghi comuni e iniziare a osservare il mondo dal loro punto di vista.

Perché comprendere il loro cervello è il primo passo per rispettare i loro bisogni.

Buon World Parrot Day. 💚




sabato 2 maggio 2026

La tecnica non basta


Se per ottenere un risultato comportamentale - come una salita sulla mano volontaria o un rientro in gabbia sereno - servono mesi o anni, non è detto che sia “normale”.

Spesso significa che non è stata davvero compresa la strategia che si sta applicando, né l’impatto che può avere sul comportamento.

Applicare correttamente una metodologia, di per se', non è sufficiente. In alcuni casi, può persino peggiorare il comportamento che si sta cercando di modificare.

Perché una tecnica non agisce mai nel vuoto.

Ogni intervento si inserisce in un sistema fatto di contesto, contingenze, motivazione e stati interni. Se questi elementi non vengono considerati, il training rischia di risultare inefficace o, peggio, di rinforzare dinamiche indesiderate e creare nuove incoerenze.

Senza una reale comprensione di questo sistema, i risultati restano fragili e inaffidabili: possono comparire in modo sporadico, intermittente, imprevedibile, ma difficilmente si stabilizzano o si generalizzano.

Si finisce così per applicare qualcosa che funziona a tratti, senza comprenderne il motivo, e che proprio per questo non produce gli effetti desiderati. Lo si osserva spesso in situazioni comuni: nel lavoro sulla salita sulla mano, nella gestione delle vocalizzazioni, nel rientro in gabbia o in altri comportamenti quotidiani.

Quando invece si iniziano a leggere le relazioni tra contesto, comportamento e conseguenze come parti di un sistema più ampio, il quadro cambia. Molti passaggi smettono di essere tentativi frustranti per il proprietario e diventano scelte più chiare e intenzionali per il pappagallo.

Il comportamento, da fenomeno apparentemente complesso, diventa progressivamente più leggibile, prevedibile, affidabile e modificabile. Ciò che prima sembrava lungo e articolato inizia a semplificarsi, perché diventa logico per entrambi.

E la comprensione, in ogni processo di apprendimento, è ciò che permette un cambiamento più rapido, efficace, solido e duraturo.



venerdì 3 aprile 2026

LA BELLEZZA E' NEGLI OCCHI DI CHI GUARDA

Quando pensiamo alla bellezza negli animali, tendiamo spesso a giudicarla con parametri umani: colori vivaci, piumaggi perfetti, simmetria. 

Tuttavia, ciò che per noi appare bello non è necessariamente ciò che viene percepito come attraente da altri animali. 

Un esempio sorprendente arriva dai pappagalli specie Coracopsis Vasa, che hanno una concezione della “bellezza” molto diversa dalla nostra.

Durante il periodo riproduttivo, questi pappagalli mettono in atto comportamenti davvero insoliti. Il maschio, unico tra i pappagalli, estroflette un organo riproduttore particolarmente sviluppato, una caratteristica evolutiva legata alla competizione riproduttiva. La femmina, invece, si depluma sulla testa, lasciando scoperta la pelle che assume una tipica colorazione gialla.

Per un osservatore umano, una testa gialla e priva di piume potrebbe sembrare un segno di malessere; nei pappagalli Coracopsis Vasa, invece, rappresenta un importante segnale riproduttivo e sociale, fortemente associato all’appeal riproduttivo.

Nel mondo animale la percezione della bellezza è sempre legata alla funzione biologica e ai segnali che hanno valore per una determinata specie. In altre parole, ciò che per noi appare strano o addirittura sgradevole può essere, nel linguaggio evolutivo dei pappagalli Coracopsis Vasa, un potente segnale di attrattività.





venerdì 27 febbraio 2026

I PAPPAGALLI PASSANO TEMPO A FANTASTICARE ?

Diversi studi mostrano che i pappagalli hanno strutture cerebrali altamente sviluppate, con un cervello ricco di neuroni associativi che supportano apprendimento e memoria di lavoro complesse, ma non esistono prove scientifiche che questi uccelli siano in grado di fantasticare o astrarsi mentalmente dal presente come fanno gli esseri umani

Al contrario, la loro sopravvivenza dipende fortemente dalla vigilanza costante sull’ambiente esterno: la predazione e la necessità di monitorare continuamente l’ambiente — per evitare rapaci o altri predatori — favoriscono una vigilanza sensoriale continua in quanto un errore di attenzione può significare la morte a causa di un rapace in avvicinamento. Una recente ricerca sulle Cocorite (Pappagallino Ondulato - Melopsittacus) ha dimostrato che percepiscono diversi segnali di predazione — visivi e uditivi — e modificano il loro comportamento alimentare in risposta al livello di minaccia. Quando presentati con richiami di predatori, gli uccelli mostrano chiari cambiamenti comportamentali, mentre reagiscono molto meno ai suoni umani, suggerendo un’elevata valutazione contestuale del rischio ambientale.

Questi risultati sono in linea con l’ipotesi secondo cui, nelle specie predate frequentemente da rapaci, la vigilanza e la capacità di discriminare segnali di pericolo sono tratti adattativi cruciali.

Per questo, anche se dotati di straordinarie capacità cognitive, i pappagalli non si perdono in fantasie astratte, ma rimangono profondamente ancorati al presente, costantemente sintonizzati su ciò che accade intorno a loro.




    Recent study (2024).
    Budgerigars discriminate predator calls and adjust feeding behaviour accordingly. Animal Cognition.


    Lambert, M. L., Jacobs, I., Osvath, M., & von Bayern, A. M. P. (2022).
    Bird brain: Current state of research on cognition and memory in parrots. Animal Cognition.

sabato 7 febbraio 2026

Zoomies (FRAPs) nei Cacatua

 


Nei Cacatua, gli zoomies — noti anche come FRAPs (Frenetic Random Activity Periods) — sono improvvise e intense esplosioni di energia. 

Si manifestano con battiti d’ali frenetici, corse, salti, movimenti scoordinati, grida.

Questi episodi fanno parte del repertorio comportamentale naturale della specie e rappresentano una modalità fisiologica di scarico dell’energia fisica e mentale accumulata.

Gli zoomies possono essere innescati da diversi fattori: il desiderio di gioco, il bisogno di esercizio fisico o, data l’elevata complessità cognitiva dei Cacatua, la necessità di liberare tensione mentale ed emotiva.

In condizioni normali, i FRAPs non sono comportamenti da reprimere e sono generalmente un segnale positivo, indicativo di un pappagallo sano, vitale e con un buon livello di attivazione neuro-motoria. 

È importante però non confonderli con tremori, movimenti ripetitivi o disorganizzati legati a stati patologici o a stress cronico.

Sebbene fisiologici, i FRAPs andrebbero prevenuti e incanalati attraverso una gestione quotidiana adeguata. È fondamentale garantire attività di volo regolari, indispensabili per uno scarico energetico naturale, insieme a momenti di interazione, training e gioco strutturato.

Durante un FRAP non è consigliabile avvicinarsi né cercare il contatto: il livello di eccitazione è molto elevato e il rischio di beccate è alto. La strategia più funzionale è lasciare spazio al pappagallo, permettendogli di autoregolarsi in sicurezza.