Un pappagallo può vivere in un ambiente apparentemente tranquillo e, allo stesso tempo, restare in allerta per gran parte della giornata.
Osservare, ascoltare, prevedere ciò che potrebbe accadere e tenere sotto controllo ciò che succede intorno: tutto questo ha un costo. Quando la condizione si prolunga, per il pappagallo diventa sempre più difficile rilassarsi e recuperare davvero.
Il pappagallo è una specie preda. In natura abbassare la guardia può significare rischiare la vita, e la vigilanza è una strategia che l'evoluzione ha premiato.
Questo istinto non scompare perché il pappagallo vive in casa. Anche tra le mura domestiche può mantenere una sorta di "controllo radar" sull'ambiente, attento a segnali che noi nemmeno percepiamo.
Non tutti gli ambienti permettono di rilassarsi allo stesso modo. Troppi stimoli, passaggi frequenti e rumorosi, una gabbia collocata al centro di una stanza ed esposta su più lati possono mantenere il pappagallo in uno stato di ipervigilanza. Un animale che non ha un punto in cui sentirsi al riparo ha pochissime occasioni per smettere di controllare.
C'è però un aspetto che rende tutto più complicato: non esiste un elenco universale di cose che mettono in allerta un pappagallo.
Ciò che per un individuo è un'enorme fonte di tensione, per un altro può essere del tutto irrilevante. Un rumore, un oggetto nuovo, una persona che passa, un certo punto della stanza, un movimento improvviso: lo stesso elemento può non toccare un pappagallo e tenerne un altro in allerta per ore. Dipende dalla storia di ciascuno, dalle esperienze che ha vissuto, dal temperamento, da ciò che ha imparato a considerare sicuro o minaccioso.
Per questo non basta chiedersi "che cosa mette in difficoltà i pappagalli in generale?".
La domanda giusta è: che cosa mette in difficoltà questo pappagallo, in questo ambiente?
Il fenomeno può essere particolarmente evidente quando convivono più pappagalli.
Un conspecifico è una fonte continua di informazioni sociali: si sposta, vocalizza, cambia posizione, si avvicina, si allontana. Ogni suo movimento è un dato che l'altro sente di dover monitorare.
E non servono vere e proprie aggressioni perché la situazione diventi impegnativa. Anche qui entra in gioco la soggettività: due pappagalli che vivono nella stessa stanza, con lo stesso compagno e le stesse routine, possono avere vissuti completamente diversi. Uno convive con serenità, l'altro non riesce mai a rilassarsi.
Se il livello di attivazione resta alto a lungo, diminuiscono le risorse disponibili per affrontare ciò che accade ogni giorno. Le soglie si abbassano, e stimoli che prima erano gestibili diventano più difficili da tollerare.
Così si instaura un vero e proprio circolo:
vigilanza → maggiore attivazione → minore recupero → soglie più basse → maggiore reattività → ancora più vigilanza
Riconoscere che un pappagallo è dentro questo circolo non è affatto semplice.
Prima di tutto, spesso non si vede un "problema". Un pappagallo ipervigile può non urlare, non mordere, non strapparsi le piume. Può semplicemente osservare, restare composto, muoversi poco. E questo, per chi vive con lui, si legge facilmente come tranquillità, o addirittura come buon carattere.
In secondo luogo, ciò che osserviamo è il comportamento, non lo stato che lo sostiene. Vediamo un pappagallo che reagisce a un rumore, che non gioca da solo, che fatica a mangiare con calma, ma raramente colleghiamo questi elementi a un livello di attivazione che sale da giorni, settimane, a volte mesi.
Infine, il processo è graduale. Le soglie si abbassano poco alla volta, e la famiglia si adatta senza accorgersene: si evitano certi rumori, si cambiano abitudini, si parla più piano. Quando la reattività diventa evidente, il circolo è spesso in atto da molto tempo.
E poiché i fattori scatenanti sono individuali, nemmeno l'esperienza con altri pappagalli basta: ciò che ha funzionato, o che non era un problema, con uno può non valere per l'altro.
Per questo il segnale più importante può non essere un comportamento "sbagliato", ma un pappagallo che sembra non riuscire mai a "staccare".
Davanti a un pappagallo spesso nervoso, reattivo o apparentemente incapace di rilassarsi, è importante non fermarsi a ciò che si vede. Il comportamento va letto all'interno del contesto in cui l'animale vive: la collocazione della gabbia, il livello di stimoli, la presenza di altri animali, la prevedibilità della giornata, e soprattutto la storia e la sensibilità di quel singolo individuo.
Un pappagallo che controlla di continuo ciò che accade intorno a sé non è necessariamente un pappagallo "difficile".
Potrebbe essere semplicemente un pappagallo che non riesce mai a sentirsi abbastanza libero di smettere di controllare.